La Magia di Tanabata
- Mélanie Bruniaux
- 15 giu
- Tempo di lettura: 3 min

C’è un filo invisibile che unisce i popoli di ogni tempo e latitudine: il bisogno di alzare gli occhi al cielo notturno, cercare risposte tra le costellazioni e affidare i propri desideri al vento. Lasciamo le sponde ritmate dal mare dell’Irlanda, della Scozia e dell’Inghilterra per andare verso il paese del Sol Levante. La notte del settimo giorno del settimo mese in Giappone si Festeggia Tanabata: la "Festa delle Stelle".
La leggenda delle stelle innamorate
Chiudete gli occhi per un istante. Immaginate un tempo remoto, in cui il cielo non era solo una distesa buia, ma una corte splendente popolata di divinità, tessitori di sogni e pastori di stelle. Lassù, sulla sponda orientale dell'Amanogawa—il maestoso Fiume Celeste che noi chiamiamo Via Lattea—viveva Orihime (la stella Vega), la Principessa Tessitrice. Giorno dopo giorno, con il suo telaio magico, intrecciava stoffe di 'una bellezza indescrivibile: fili di nuvole d'oro, sfumature di tramonto e riflessi di aurora boreale. Il suo lavoro era perfetto, ma il suo cuore era malinconico e solitario.
Tutto cambiò il giorno in cui suo padre, il Re del Cielo Tentei, le presentò Hikoboshi (la stella Altair), un giovane e devoto mandriano che custodiva i buoi celesti sulla sponda opposta del fiume. Fu un colpo di fulmine, i due si innamorarono di un amore così puro e travolgente che il resto dell'universo semplicemente svanì. Rapiti dalla reciproca presenza, Orihime smise di tessere le vesti degli dei. Hikoboshi dimenticò la sua mandria, che prese a vagare sperduta tra le costellazioni. Il Re del Cielo, furioso per quel disordine cosmico, decise di impartire una punizione esemplare. Con un gesto severo, separò gli amanti, bandendoli per sempre alle due sponde opposte dell'immenso Fiume Celeste. Le correnti d'argento dell'Amanogawa erano troppo ampie e impetuose per essere attraversate. L'un l'altro potevano solo guardarsi da lontano, come due scintille intrappolate nel buio.

Il pianto di Orihime fu così disperato e incessante che commosso da quel dolore infinito, il Re concesse loro di potersi incontrare una sola volta l’anno: la settima notte del settimo mese. Da allora, ogni anno, in quella ricorrenza, uno stormo immenso di gazze ladre si leva in volo dalla Terra e si dirige verso il cielo. Volando ala contro ala, i piccoli uccelli creano un ponte magico e flessuoso sopra le acque tumultuose del Fiume Celeste. Su quel ponte di piume, Orihime (la stella Vega) e Hikoboshi (la stella Altair) corrono l'una verso l'altro per stringersi in un abbraccio che dura una sola notte, prima di attendere un altro anno intero.
Tradizione e riti
Durante questa notte magica, in tutto il Giappone si ripete un rituale poetico. Le persone scrivono poesie, preghiere o piccoli desideri su strisce di carta colorata chiamate Tanzaku. Queste strisce vengono poi appese ai rami dei flessuosi alberi di bambù. Il fruscio del vento tra le foglie si trasforma in una melodia che porta i desideri direttamente alle stelle, sperando che i due amanti celesti proteggano i sogni confidati.


* E voi, avete un desiderio da affidare alle stelle?
* Se poteste scrivere il vostro tanzaku, quale speranza affidereste al vento gentile?
Lasciatevi cullare dalla magia del cielo e continuate a sognare.
Con un abbraccio di note e luce,
Anima Keltia
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