Calendimaggio
- Mélanie Bruniaux
- 27 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 mag

Il Calendimaggio è la festa del nord-centro Italia che celebra il ritorno della primavera. Si festeggia il 1º maggio, perché fa riferimento alle calende del mese nel calendario romano in cui si onorava la dea Flora, responsabile della fioritura degli alberi. Corrisponde alla festa di Beltane (Irlanda, Scozia, Galles) o alla notte di Valpurga (Europa centrale e settentrionale), ed astronomicamente contrapposta a quella dei santi del 1º novembre.
Come si celebrava il Calendimaggio nel Medioevo?
Durante questa festa ci si dedica alla tessitura di ghirlande floreali con i fiori selvatici e rami verdi appena raccolti, si procede al l'incoronazione di una Regina di maggio a volte accompagnata dal Signore del Bosco e all'allestimento di un palo di maggio; un albero attorno al quale le persone ballano e cantano. Si accendono anche dei falò sacri purificatori.
E voi, donzelle,
a schieracon li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio
Ciascuna balli e
cantidi questa schiera nostra.
Ecco che i dolci amantivan per voi,
belle, in giostra.
(“Ben venga maggio” ballad of Agnolo Poliziano, 1454-1494),
Il giorno del Calendimaggio, ogni attività lavorativa era sospesa per poter dare inizio alle celebrazioni con sfilate e cortei, canti e balli, passeggiate e ricchi banchetti, tornei, concertini all'aperto e svaghi cortesi. I ragazzi e ragazze si scambiavano ramoscelli fioriti (detti appunto “maggi”) o ne appendevano uno sulla porta di casa delle fanciulla amata. Inoltre era il tempo della caccia al falcone. L'arte della falconeria si sviluppò in tutta Europa a partire dal XII secolo. Nel “De arte venandi cum avibus” di Federico II di Svevia sappiamo che poteva esser praticata anche dalle donne poiché era un arte assai più raffinata della caccia.

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Calendimaggio et la Chiesa:
Lo scrittore puritano inglese Philip Stubbes (c. 1555 – c. 1610), testimonia del pieno sfavore delle autorità religiose riguardo ai festeggiamenti del Calendimaggio:
«A maggio, nel dì della pentecoste e in altri giorni, garzoncelli e donzelle, vecchi e vecchie, vagano nottetempo per boschi, fratte, colline e monti, trascorrendo la nottata in sollazzi; e tornano al mattino recando rami e fronde per rallegrare le loro adunanze. […] Ma il più grande tesoro che essi recano dai boschi è il loro palo di maggio, che con gran venerazione portano nelle loro case. [...] E così alzatolo, con in cima fazzoletti e bandierine svolazzanti, gettano paglia tutt'intorno, vi legano rami verdi, piantano in terra frasche e arbusti. E iniziano a danzare in cerchio come i pagani quando innalzavano i loro idoli di cui questa è una perfetta copia, o meglio la stessa cosa. Mi è stato riferito [...] che, delle quaranta, sessanta o cento donzelle che vanno di notte nel bosco, a mala pena un terzo di esse ne ritorna incontaminata».

Il Palo di Maggio
Nella Firenze dei Medici si festeggiava il Maggio con un carro addobbato che rappresentava il "Trionfo di Amore" e sfilava per le vie della città in mezzo al corteo dei fanciulli che portavano i rami fioriti. Il coro delle fanciulle durante le soste nelle piazze cantava "Ben Venga Maggio…" ballando in tondo.

Oeuvre de Francesco Pesellino Il trionfo di Amore, Castità, e Morte (1450)
lga Scarsi:"Per lungo tempo le tradizioni del Calendimaggio non sono state intaccate da alcuna influenza religiosa, mantenendosi feste goliardiche esclusive per il popolo: a partire dal XVII secolo, nel tentare la loro conversione, la Chiesa ha involontariamente dato luogo a suggestivi spettacoli a tema epico detti "Maggi drammatici" che si sono affiancati alle festività di antica data e propongono l'antagonismo inverno-primavera come una lotta fra due eserciti rivali, quello cristiano in marcia verso la Terrasanta che incarna il Bene contro quello saraceno o turco degli infedeli che simboleggia il Male. I Maggi drammatici oggi hanno fortuna soprattutto in Toscana, dove la recita di versi antichi si esegue per lo più all' aperto con il trionfo finale delle forze moralmente positive e tutti gli attori accomunati nel tripudio generale e talvolta uniti in un ballo di antichissima memoria: la moresca."
Il palo del Maggio nel XVI-XVII secolo era molto alto e decorato con ghirlande verdi, nastri o dipinto a strisce bicolori: la tradizione di danzare attorno al palo del Maggio è radicata in Inghilterra, Italia, Germania e Francia alla corte di Luigi XIV. Come ci confortano i dipinti dell'epoca le danze intorno al palo si svolgevano senza l'intreccio dei nastri, comparsi (o ricomparsi) piuttosto in epoca vittoriana.
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