SAN MARTINO Estate, Vino, Luce
La storia di San Martino la conosciamo tutti, ma se scaviamo un po' più a fondo, scopriamo che questa festa cristiana custodisce un cuore antico pagano.

San Martino Cattedrale di Utrecht
La Storia di San Martino
Ogni anno, l’11 novembre, in vari Paesi si celebra la festa di San Martino Vescovo di Tours. Nato a Sabaria, in Pannonia (oggi Ungheria) è il figlio di un legionario romano che scelse il nome Martino in onore del Dio della guerra Marte, Nel 332, a quindici anni, secondo le disposizioni degli imperatori Severo e Probo, entrò nell’esercito diventando circitor, il cui compito consisteva nella ronda notturna a cavallo per sorvegliare le guarnigioni. L’episodio più noto della vita del santo racconta che: Una notte incontrò sulla porta della città di Amiens, in Gallia, un povero tremante di freddo che chiedeva aiuto. Decise di dividere in due la sua clamide (mantello) con la sua spada e ne donò al povero la parte inferiore. La notte seguente, mentre stava dormendo, vide il Cristo che, vestito con parte del suo mantello, diceva agli angeli intorno a lui: «Martino, il quale è soltanto un catecumeno, mi ha coperto con la sua veste». (A. Cattabiani, Lunario, pp. 364-365).
Dopo aver lasciato le armi, divenne monaco e fondò vicino a Poitiers una comunità di asceti, considerata il primo monastero databile in Europa, praticando un’intensa attività pastorale in tutta la Francia che lo rese molto conosciuto. Una fama che, secondo la tradizione, lo portò a essere eletto vescovo di Tours per acclamazione popolare. Alla sua morte, avvenuta l’8 novembre del 397, gli abitanti di Poitiers e Tours si contesero le sue spoglie. I funerali si svolsero tre giorni dopo, l’11 novembre.
Origini pagane
La Gallia è stata il primo e maggior luogo di diffusione del culto di San Martino. I riti cristiani non sostituirono quelli celtici, ma si mischiarono ad essi. Il giorno di San Martino coincide con la fine delle celebrazioni del Samhain, il Capodanno Celtico, da cui trae le sue origini Halloween. Dal 31 ottobre fino al 11 novembre i Celti praticavano vari riti legati ai defunti e alla fine del raccolto. Era un momento di raccoglimento, in cui il velo tra vivi e morti si faceva più sottile. L’inverno era ormai arrivato, ricordando alle genti la brevità della vita, che andava quindi esaltata al suo massimo. Era tempo di riunirsi, bere e banchettare. Nello stesso periodo, anche i Romani, festeggiavano i manes; le anime degli antenati (8 novembre) che tornavano sulla terra, e di cui si cercava di avere i favori. I Mani erano importantissimi, perché proteggevano la famiglia. In ogni domus romana era sempre presente un altare per pregare gli antenati.
Come si festeggiava San Martino
La festa di San Martino era una delle più importanti feste dell'anno, una sorta di capodanno contadino nel corso del quale si mangiava e beveva in abbondanza. Corrispondeva all’ultimo giorno prima del digiuno pre-natalizio chiamato "Quaresima di san Martino".
A incoraggiare il momento di baldoria era anche la conclusione delle attività agricole legate all'inizio dell'autunno, nonché il clima più mite che solitamente caratterizza queste giornate “L’estate di S. Martino dura tre giorni e un pochino"
Un altro proverbio dice : "A San Martino ogni mosto diventa vino". Infatti in questo periodo occorreva finire il vino vecchio per pulire le botti e lasciarle libere per accogliere la nuova annata. Al contempo si iniziava a bere il vino novello e si accendevano dei grandi falò rituali nelle piazze. Tradizionalmente si mangia l'oca, che nelle case più povere poteva essere sostituita con l'anatra o la gallina. Secondo la tradizione, quando Martino venne eletto per acclamazione vescovo di Tours, si nascose nelle campagne perché preferiva continuare la sua vita monacale. Furono gli Starnazzi di un gruppo di oche a rivelare agli abitanti di Tours il nascondiglio del santo, che dovette così accettare l’incarico. Cucinare l’oca va anche ricollegato ad alcune usanze pagane: ove l’oca era infatti un animale sacro.

Pieter Bruegel il Vecchio dal titolo Il vino di San Martino
Ancora oggi in Veneto si preparano le frittelle di San Martino, dolci dorati e profumati. In Toscana si gustano i cavallucci, biscotti speziati della tradizione senese. A Venezia i bambini sfilano per le calli battendo pentole e mestoli, recitando filastrocche in cambio di dolcetti o monete. In tutte le regioni vinicole si arrostiscono castagne e si stappano bottiglie di vino nuovo.
Sempre in questa data scadevano i contratti agricoli e di affitto, e di conseguenza si svolgevano in questo periodo i traslochi. “fare san Martino” voleva dire proprio “traslocare”. I contadini inoltre erano tenuti a consegnare al signore la quantità di pollame loro imposta dal contratto di conduzione dei terreni.
In molte campagne si accendono i falò di San Martino, simboli di purificazione e rinascita, si organizzavano processioni con le lanterne in Veneto per dare luce alle tenebre. In Olanda i bambini vanno di porta in porta cantando e portando lanterne, e ricevono una sorpresa in ogni casa che visitano. In Germania preparano le lanterne a scuola o all’asilo, si riuniscono per le strade cittadine cantando canzoni e partecipano a una processione di lanterne di carta guidata da un uomo vestito da San Martino.
Significato Profondo
A San Martino gli abitanti dei villaggi si riunivano attorno al fuoco per ringraziare dell'abbondanza ricevuta. Facciamolo anche noi! Cosa abbiamo raccolto, ricevuto nella nostra vita da quest’ultimo raccolto prima del riposo invernale?
In questi giorni si celebra l'"Estate di San Martino", quel ritorno temporaneo del sole che torna a riscaldare l’aria e ci ricorda che anche quando l'inverno avanza, la Luce interiore non si spegne.
Il mantello diviso non è solo carità, ma il simbolo del calore umano condiviso per superare insieme il grande freddo.
Lanterne da fare con i bambini
Lanterne in carta.
Materiali: Foglie autunnali pressate, Carta oleata, Contenitore cilindrico, Ferro da stiro, Forbici, Un pezzo di cartoncino arancione o rosso, Colla a caldo, Perforatrice, Tea light con led, Nastro biadesivo,

Procedimento; Per prima cosa tagliate il fondo del contenitore cilindrico per ottenere la base della lanterna. A questo punto tagliate due pezzi di carta oleata e posizionate un pezzo sopra un’asse da stiro. Disponete le foglie pressate sulla carta, con il lato del colore più intenso rivolto verso l’alto. Posizionate sopra alle foglie l’altro pezzo di carta e passate il ferro da stiro in modo da unire le due parti. Tagliate due strisce di cartoncino colorato e applicatele sul bordo inferiore e superiore della carta oleata. Attaccate la carta oleata alla base e arrotolatela intorno ad essa, aiutandovi eventualmente con la colla a caldo. Chiudete verticalmente la lanterna con la colla a caldo portandola dal basso verso l’alto. Infine praticate due forellini sulla parte superiore della lanterna e infilate un cordino o un pezzo di fil di ferro rivestito di carta crespa. Se volete utilizzare una candelina a LED, inseritela nella lanterna appena realizzata.
Lanterne di San Martino con barattoli di vetro
Materiali: Barattolo di vetro, Pezzetti di carta velina di vari colori, Colla vinilica, Acqua, Pennello, Fil di ferro sottile, Perline artigianali in legno, Candela naturale o a led.
Procedimento: Incollate i pezzetti di carta velina colorata sul barattolo con la colla vinilica. Passate un’altra mano di colla sopra alla carta velina, senza preoccuparvi del colore bianco, che diventerà in pochi minuti trasparente. Lasciate asciugare e infilate delle perline di legno colorate in un lungo pezzo di fil di ferro sottile, che andrete poi ad agganciare intorno al barattolo.
Tradizioni Giapponesi
Mentre in occidentre si festeggia San Martino dall'altra parte del mondo, in Giappone, si celebra il Niiname-sai. I nostri speculari orientali ringraziano gli dei per il riso nuovo. È affascinante pensare come, a latitudini diverse, l'essere umano senta lo stesso identico bisogno spirituale: riunirsi, ringraziare per i frutti della terra e proteggere la propria luce interiore prima del grande freddo." Si tratta di un'importante cerimonia che risale all'antichità, durante la quale l'Imperatore offriva il nuovo grano agli dei e ringraziava per il raccolto dell'anno. Dall'era Meiji, la data è stata fissata al 23 novembre ed è diventata un rito nazionale. Tuttavia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Niiname-sai scomparve e nel 1948 fu istituita la " Festa del Ringraziamento del Lavoro "

In moltte zone d'Europa e d'Italia (ad esempio Venezia), San Martino è la festa dei bambini, che girano di casa in casa cantando e battendo coperchi in cambio di dolci, castagne o monetine. Il 15 novembre il Giappone celebra lo Shichi-Go-San (letteralmente "Sette-Cinque-Tre"). In questa antichissima ricorrenza Shintoista, le famiglie accompagnano i bambini di 3, 5 e 7 anni ai santuari, vestiti con splendidi kimono tradizionali, per ringraziare i Kami (gli dèi) della loro crescita e chiedere protezione per la salute in vista dei mesi freddi.
SOURCES:


